venerdì, 06 novembre 2009
... fa niente, si gioca lo stesso...

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venerdì, 06 novembre 2009
Leggendo l' ultima Enciclica papale qualcuno potrebbe essere tratto in inganno e pensare che etica ed economia si contrappongano. In realtà sono sorelle e non rivali. Vediamo da dove nasce il malinteso:

  1. dal fatto che si confonde l' individualismo con l' egoismo materiale (così come si confonde l' altruismo con il collettivismo). Possibile che non si noti come un individuo possa massimizzare la sua felicità attraverso comportamenti altruistici? Possibile che la cosa non faccia venire qualche dubbio a chi perpetra indefesso la confusione di cui sopra?;

  2. dal trascurare l' efficienza economica delle regole etiche; per esempio, interiorizzare il rispetto dei contratti e il rispetto della proprietà "rende" moltissimo in termini materiali a tutti i membri (individualismo) della comunità.


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... in margine all' articolo di Guido Tabellini sul Sole 24 ore 5.11.2009 - p.1
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categoria:etica, economia
giovedì, 05 novembre 2009

Premesse della teoria:

  1. prendete un oggetto qualunque dal valore intrinseco piuttosto basso, potete scegliere anche un oggetto a voi caro;
  2. con il vostro talento crativo inventatevi una storia seducente che lo renda particolarmente significativo;
  3. adesso mettetelo in vendita.

Tesi:

Il valore del vostro oggetto s' impennerà. In altri termini: parte del valore soggettivo puo' sempre trasformarsi in valore oggettivo.

Come testare la teoria? Semplice, via e Bay.

Fermi, non fate niente, è già stato fatto. Funziona alla grande. I valori di partenza, se sotto i 2 dollari, si decuplicano.

P.S. ora avete capito meglio cosa sia la pubblicità e quale sia la sua funzione, specie nei paesi ricchi? Siete ancora dell' idea che "manipoli" le menti? Se siete ancora di quell' idea, perlomeno ora possiedete un concetto in più per indebolirla.

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categoria:consumismo
giovedì, 05 novembre 2009
Avvistati alcuni votanti...



... a questo punto, anche in politica, molto meglio decidere sfruttando gli scommettitori...

... dalla democrazia alla futurarchia...
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categoria:scommesse, democrazia
giovedì, 05 novembre 2009
Mi converrà o no? Dilemma!

Siete anche voi di fronte ad un crocevia? Avete anche voi una decisione cruciale da prendere? Qualcosa di veramente importante che probabilmente avrà effetti non trascurabili sulla vostra vita e sulla vostra felicità futura? Una questione che richiede la massima cura? Un affare che vi tortura con i suoi possibili esiti tutti imprevedibili?

In questi casi gli esperti in "felicità" sconsigliano di puntare troppo sulla propria testa.

Concordo abbastanza. Per fare una scelta intelligente bisogna affidarsi alla migliore intelligenza in circolazione e se vado a vedere la classifica che ho stilato a suo tempo, la mia non sta esattamente in cima alla lista.

Allora il problema è praticamente risolto, basta vedere cosa sta in cima alla lista.

Siccome anche la vostra classifica sarà simile alla mia, non indugiate e connettetevi al più presto con la più potente intelligenza a cui potete avere accesso, per esempio qui.

Unica condizione: gli esiti possibili della vostra decisione devono essere minimamente misurabili a posteriori.

Adesso smettete di arrovellarvi e andate a riposare o a divertirvi: gli scommettitori lavoreranno alacremente (e gratis) per voi, lasciateli fare; non pensate e non disturbate.
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categoria:scommesse
giovedì, 05 novembre 2009
Abbiamo già visto come molti si diano un gran da fare per prolungare la penuria di reni disponibili per i trapianti; costoro si oppongono alla compravendita dell' organo, per costoro i reni non sono bistecche qualsiasi. Nella discussione seguita al post, persino una persona bisognosa di trapianto, con un quotidiano di dialisi, si opponeva alla soluzione più logica che avrebbe risolto tutti i suoi problemi all' istante.

Siccome le idee hanno conseguenze e le idee perverse hanno conseguenze perverse, applicando il medesimo schematismo al midollo osseo si ottengono i medesimi (perversi) risultati, se possibile ancor più evidenti.

La dazione di midollo osseo è considerata infatti dazione d' organi, è quindi possibile solo nella forma di donazione, la compravendita è vista come barbarie. Nessuno si stupisca se, quindi, di midollo ne circola pochino, praticamente niente. Eppure per molti è vitale averne a disposizione. Sappiamo che il secondo rene è di fatto inutile finchè ne abbiamo due; il prelievo di midollo è se possibile ancor più irrilevante per la persona che vi si sottopone: in poche settimane cio' che gli è stato tolto si riformerà.

Fortunatamente esiste un mercato nero che salva molte vite e consente di aggirare i ragionamenti perversi.
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categoria:sanità, organi
martedì, 03 novembre 2009
La Corte del'Unione Europea ha stabilito oggi a Strasburgo che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce "una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e del diritto degli alunni alla libertà di religione.



Ottimo! Sarà difficile per gli ambienti cattolici non udire il trillo argentino di questa sveglia! Speriamo li ridesti dal sonno inciucista (vedi ora di religione) di questi ultimi anni e li riconduca su uno dei pochi fronti in cui hanno sempre combattuto come vera "avanguardia" di libertà; parlo naturalmente della lotta per dare anche da noi un ruolo centrale alla scuola privata.
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categoria:scuola, laicismo
martedì, 03 novembre 2009




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lunedì, 02 novembre 2009
Guardando alla vita terrestre e alla sua evoluzione secondo le lenti della biologia moderna, esiste una possibilità di vedere all' opera l' azione di un "Dio architetto"? Ovvero, la prova cosmologica dell' esistenza di Dio è supportata dalla scienza moderna? Mentre la risposta affermativa sembra piuttosto facile avendo in mente le teorie astronomiche (es. Big Bang), alcune pietre d' inciampo intralciano il cammino di chi prende in considerazione l' evoluzionismo della vita sulla Terra.

Poniamoci dunque la domanda concentrati sulla biologia. Per una risposta affermativa si raccomanda di notare come i processi evolutivi appaiono "direzionati": dal semplice al complesso. E, inoltre, come sommamente complessa sia quel prodotto che chiamiamo intelligenza umana. Attenzione però a non confondere quanto detto con la fantomatica spinta interiore di lamarkiana memoria che gli organismi avrebbero ad evolvere in un certo senso.

Il mondo che ci circonda esiste per filtrare e produrre intelligenza? La scienza non si pone queste domande, tuttavia, trasferendo il piano del discorso in ambito filosofico, è lecito valutare se l' interpretazione sia compatibile con i fatti che la scienza stessa ci mette a disposizione.

Le mutazioni saranno anche casuali, l' ambiente sarà anche costituito da un insieme di fenomeni dall' origine casuale, sta di fatto che questo impulso e questo filtro, selezionano gli organismi in modo da privilegiare nel tempo una crescente complessità organizzativa fino a raggiungere livelli sorprendenti, come nel caso dell' intelligenza umana.

Se il mondo è un posto dove i tipi intelligenti sono anche i più adatti a campare, allora una certa spinta verso la complessità esiste. Uscendo dall' ambito scientifico, la domanda "chi spinge?" diverrebbe ragionevole.

Obiezione dell' onnipresente Gould: l' ambiente seleziona il più adatto, ok. Ma se andiamo a vedere quali organismi siano risultati i "più adatti" nella storia della vita, ovvero quali organismi resistono meglio alla selezione, notiamo che tra essi la maggioranza è estremamente semplice.

Vero, cio' non inficia l' esistenza di una spinta verso la complessità, almeno sul nostro pianeta.

Si potrebbe insistere che, per quanto sia inconfutabile una spinta verso la complessità, bisogna mettere in conto eventi catastrofici - sempre possibili - tali da estinguere anche le intelligenze più sofisticate. La spinta in "avanti" sarebbe dunque compensata da una pari spinta all' "indietro".

Gould convince: i meccanismi dell' evoluzione non garantiranno mai un progresso lineare e generale verso forme di vita più sofisticata, si avanza a tentoni, non tutti avanzano, e a volte si torna indietro.

Resta vero comunque che esiste una tendenza statistica alla comparsa nel tempo di forme mediamente (non modalmente) sempre più complesse. Si procede in avanti a tentoni ma si procede. Perchè, tanto per fare un esempio la vita non tende ad arretrare ma piuttosto ad avanzare? Non tutto è una lotteria, come potrebbero concludere i lettori frettolosi di Gould.

A proposito, importante: l' approccio proposto è indifferente all' intrinseca probabilità che sorga la vita umana date certe premesse iniziali. La "spinta direzionale" (trial and error) esisterebbe comunque, indipendentemente dal numero di "trial" che forza e dal numero di "error" che frena. Nel tempo, prima o poi, l' improbabile accade. Se sulla terra l' uomo sia comparso sfidando leggi probabilistiche, l' importanza è relativa. Cio' che conta è che la "direzione" sia quella.

Ironia: l' analogia proposta si attaglia meglio all' evoluzione pensata nei termini di un ultradarwinista ateo come Dawkins, rispetto ai medesimi processi pensati da uno studioso come Gould che appare molto più incline a concessioni verso la sensibilità religiosa. Non a caso è Dawkins a parlare di "gene egoista", ovvero ad introdurre la metafora di una volontà in azione che spinge e spiega i processi evolutivi. La metafora di Gould è invece quella della "lotteria", una metafora decisamente inservibile ai nostri fini.

E' pur vero che ad un Dio di questo genere l' appellativo di "architetto" sta un po' stretto; pensiamolo pure senza inconvenienti come un "chimico" o un biologo.

Quale mondo dovrebbe consegnarci la scienza per mettere in crisi l' ipotesi appena formulata? Semplice, un mondo caotico dove ricorsivamente e ineluttabilmente si ripropongono sempre le medesime forme di vita prive di una complessità minimale nonchè di un' ambizione a raggiungerla intrappolate come sono nella loro gabbia ciclica.

Da notare che chi accoglie questa versione della prova cosmologica, deve dismettere ogni condanna e disprezzo del mondo, atteggiamento diffuso tra molti religiosi "puritani": la prova di Dio dipenderebbe infatti dalla particolare attitudine dell' intelligenza a valorizzare le risorse mondane e a potenziarsi con esse.

add: link

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Considerazioni sul cap. IV par. 5 di Roberto Timossi: "L' illusione dell' ateismo"
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categoria:evoluzionismo, dimostrazione di dio
lunedì, 02 novembre 2009
Se non l'avete ancora letto dategli un'occhiata. Na vale le pena.
postato da: vlad30759 alle ore 15:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:dimostrazione di dio, calcolo infinitesimale
venerdì, 30 ottobre 2009
Volendo concedere un libro alla Morante, mi sono risolto per "L' isola d Arturo" relegando eventualmente alle dolcezze della vecchiaia "La Storia". Scelta felice!

Strano che da un pennino femminile sgorghi una potente quanto inattesa apologia del Patriarcato e delle sue ragioni. Ma le ragioni in realtà sono flebili e sfumano quasi subito risolvendosi in bellezza, unica vera "ragione" residua. E in tanta bellezza, la bellezza del ruolo femminile - sapientemente incastonato nell' articolata struttura oppressiva - rifulge facendole sembrare tutte Madonne che tramutano la Morte in un travestimento. Quelle donne sono invece solo Madri, ovvero la nostra prima e indimenticabile compagnia.

L' uomo - unico essere autorizzato ad uscire di casa, bambino in difficoltà tra i flutti di una vita attiva che è chiamato a vivere da solo - conosce a fondo una sola elaboratissima arte: quella di chiedere aiuto. Lo fa nei modi più disparati e strani, ricorrendo ad una fantasia pittoresca quanto ignorante.

Solo la preziosa conchiglia dell' orecchio femmineo puo' echeggiare e percepire l' ingiunzione, solo un muliebre talento puo' decodificare l' esse o esse.

E' un mondo che pullula di marmocchi travestiti da grandi, tutti smaniosi all' apparenza di accaparrarsi l' odio di lei con occhiate bellicose. La cattiveria si fa immaginifica per offenderla più in profondità. La crudeltà s' ingegna per sorprendere e deturpare la passività accogliente dei grembi.

Insopportabile per noi ragionatori quell' amore non perturbato da alcun pensiero.

Irritante la presenza di tanti motivi d' infelicità, tutti resi irrilevanti da un empito misterioso.

Fastidiosa quella bontà automatica, indifferente quanto la bellezza del fiore notturno. Una bellezza che comparisce la sera e si svela del tutto solo violandola.

Intollerabili quei seni che danno solo latte cristiano e convertono creature ombrose, creature cresciute inventando parole selvatiche mentre poppano latte caprino.

Che rabbia quella debolezza sempre opposta e che ci impedisce di sfogare al meglio la nostra ira! L' unica via d' uscita consiste nel colpire di rimbalzo.

Non aspettarmi più! E soffri il colpo che m' infliggo.

Non scaldarmi più. E vergognati per l' azione che mi degrada.

Non rincuorarmi più. E soccombi alla sciagura che mi attinge.

Non cucinarmi più. E piangi la sventura che mi procuro.

Non accudirmi più. E disperati alle mortificazioni che m' intaccano.

"Perchè non ti vergogni di me! Voglio che ti vergogni di me!".

Ricordati che da vecchia mi chiederai il pane e ti darò un sasso. Ti colpisco, e grazie al disonore mi metto in salvo.

Voglio salvarmi dal vizio della tua santità e tornare a respirare con i miei polmoni in un mondo freddo, liberato dalle pastoie del sentimento.

E' un inferno essere amati da chi non ama nè la felicità, nè la vita, nè se stesso ma solo te. Donne, tacete, non opinate, se dite ancora una parola vi ammazzo... non mi servite... l' amore delle femmine è il contrario dell' amore... vi lascio volentieri a quei disgraziati che sono liberi solo la Domenica... mi sdoganate l' impropero per il solo fatto d' ingombrare l' aria... guardate come vi guardo, vi guardo come il dotto guarda l' ignorante... occhi bassi quando vi leggo il Codice della verità Assoluta... io sono scandaloso, ricordatevelo sempre, ficcatevelo in testa... e adesso che ore abbiamo fatto con tutta sta tiritera, guardate l' orologio al mio polso... non tengo voglia di alzare il braccio...

Una Madre in declino non capirà mai che la bellezza di noi Figli è impermeabile e rifugge il suo sfacelo, che accostare le due cose produce scintille mortali per entrambi. Ma da quell' amore, eterno parassita, nulla scampa. Se piove, nel suo pensiero è pioggia che ti bagna; se boffa, è vento che ti sferza; se rischiara, è sole che ti essica. Scappa pure lontano, sarà sempre vicino a te, sarà sempre incinta di te.

Sazio di negazioni, il bambino fanfarone impartisce i suoi ordini contraddittori e scoordinati con voce soffocata dal piacere d' infierire. Lei tace ed esegue scevra d' insubordinazioni, sa a memoria che quando tutto venne stabilito lei non era presente; è appena nata e, inoltre, è nata stupida come solo una donna puo' esserlo. Un simile destino d' ignoranza eterna non puo' avere l' ardire di scancellare leggi sacre confitte nel nostro cuore come piloni a sostegno di pianeti gravosissimi. Solo un' ombra leggera d' interrogazione stupefatta è consentita.

Non resta che la fatale semplicità dell' inazione peritosamente descritta una volta per tutte. Non resta che la concavità dell' accoglienza geometricamente misurata da goniometri professionali.

La società patrircale è resa quale barca con timone saldamente retto dalla callosa e virile mano maschile. Le sue ragioni e le sue rotte sono Sacramenti da non dibattere. Ma pur sempre barca che naviga in un mondo dove la donna è vento, mare, notte e tutto. Vento che incoraggia, mare che agevola, notte che giustifica (occultando); e poi Tutto: proscenio colossale che regge e osserva impietosito il beccheggio e il rollio della barchetta alla deriva.

Ora, non fraintendetemi: mai mi convertirò ai "bei" tempi andati. Ma proprio questa repulsione mi aveva impedito di capirli. Strano e bello, poi, che l' illuminante spiega provenga da una delle poche donne italiche inserite di diritto nel solco della grande letteratura. E pensare che il fantasma aleggiante di una "quota rosa" che potesse schizzarla col suo fango mi stava facendo perdere qusto autentico talento. Ah... i dannosi effetti collaterali dell' azione affermativa!

***

Un libro da leggere, dunque, raccomandato soprattutto ai lettori miopi, a chi reca nel corpo il prezzo della sua passione: quando la qualità della scrittura si mantiene alta e costante, il principiante cessa quasi subito di percepirla; quando la tensione non si allenta, il neofita s' imbambola come su una vetta senza ossigeno. Che spreco. Alla larga.

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categoria:letteratura, morante
venerdì, 30 ottobre 2009
Il Male puo' essere giustificato dalla Libertà che Dio dona all' uomo. Ok.

Ma il Male innocente?

Bel problema.

In passato mi affidavo alla necessità di particolari "prove" affinchè Dio potesse giudicare l' uomo. Mi spiego meglio, forse Dio puo' giudicarci solo se osserva la nostra reazione di fronte ad una catastrofe. E allora la catastrofe è necessaria.

Ma la soluzione migliore (nonchè canonica) al problema del "Male Innocente" è di natura economica. Mi riferisco alla teoria del "Migliore dei Mondi Possibili": attraverso una "race" evolutiva dal Male esce il Bene. In altri termini, se Dio ci avesse risparmiato quel male, non godremmo del suo prelibato frutto.

Notare che questa visione si accorda meglio con una mentalità speranzosa e ottimista verso il futuro. Così come la sua negazione comporta la negazione di un futuro migliore.

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categoria:male
giovedì, 29 ottobre 2009
Caplan sul tema.

Le due pratiche vengono respinte e considerate abusive: mancano buone ragioni.

Ma la ragione religiosa non puo' considerarsi buona?

Ammettere la circoncisione e respingere l' infibulazione è possibile solo gettando alle ortiche il relativismo culturale.

E il libertario che fa? Lascia libertà?

Non riesco a prendere una chiara posizione, specie se si da' corso a queste pratiche animati da un amore in buona fede per i figli. In questi casi non vedo come poter respingere la soluzione liberale.

Inutile, quando ci sono di mezzo i bambini, il liberale va sempre in crisi.
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categoria:famiglia, infibulazione, circoncisione, caplan
giovedì, 29 ottobre 2009
Per l' inglese Dio ha chiuso. Ormai disoccupato deve liberare il campo al più presto:

Evolution is God’s redundancy notice, his pink slip. But we have to go further. A complex creative intelligence with nothing to do is not just redundant. A divine designer is all but ruled out by the consideration that he must be at least as complex as the entities he was wheeled out to explain

Landsburg si acciglia:

But Darwinian evolution can’t replace God, because Darwinian evolution (at best) explains life, and explaining life was never the hard part. The Big Question is not: Why is there life? The Big Question is: Why is there anything? Explaining life does not count as explaining the Universe.

Il discorso si fa serio e l' inglese non demorde:

D.: Making the universe is the one thing no intelligence could do, because an intelligence is complex—statistically improbable —and therefore had to emerge, by gradual degrees, from simpler beginnings.

Qui non seguo più L. e se voi colete farlo linkatevi più sotto. Io mi astengo poichè L. segue fin troppo D. e condivide con lui l' espressione "making the universe" nel senso di assemblare. Ma l' universo è costruito o creato? E' un bricolage o una creazione ex nhilo? Poichè un Cristiano - ma non solo lui - compie la seconda opzione, il seguito dell' argomento decade. Lo scienziato non coglie questa differenza fondamentale e inferisce in modo all' apparenza scorretto. La complessità divina non è dunque del genere di quelle osservabili poichè noi non assistiamo ad alcuna creazione quaggiù. Taciamo agnosticamente dunque sulla struttura e teniamoci la dimostrazione dell' esistenza.

"Esistere", ecco il verbo che gli atei dovrebbero togliere di mezzo per convincerci. Purtroppo per loro la parolina sembra godere ancora di buona salute.

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categoria:dawkins, landsburg, dimostrazione di dio, dimostrazione di dio
giovedì, 29 ottobre 2009
Le vicende storiche del repertorio gregoriano sono intricate e complicate.

Non sto qui a raccontarvi il travaglio di un repertorio le cui radici affondano addirittura al canto ebraico precristiano, che si è andato consolidando dal 300 al 1000 dopo Cristo, in larghissima parte per sola trasmissione orale, per poi subire sistematizzazioni e codifiche nella scrittura le quali già allora ci si rendeva conto di quanto facessero perdere della ricchezza espressiva che gli era propria. C'è un'ampia bibliografia in merito. Ampia, forse, è un po' troppo. Per approfondire, si può partire da qui per farsi una buona idea (credo che il testo esista anche in italiano, è un testo tecnico non esattamente per tutti).

L'enclave della Chiesa milanese, grazie al suo preservare il rito proprio di tradizione ambrosiana, è riuscita a salvarsi in parte dalle contaminazioni sistematrizzatrici che, nel portare ad un'opportuna universalizzazione del canto liturgico romano, hanno purtroppo comportato la distruzione di diversi repertori, alcuni per sempre altri lasciandoli solo sulla carta, quali quello mozarabico, quello gallicano, quello romano antico. Noi ambrosiani possiamo vantare un'ampia raccolta di canti che risalgono ancora ai tempi di Ambrogio ed Agostino, e suonano piuttosto arcaici in paragone al repertorio gregoriano, che è andato appianandosi nei secoli. Questo si traduce in maggiore complessità del canto ambrosiano. Non abbiamo gli 8+1 modi gregoriani, ma nelle nostre melodie capitano frequentemente melismi ostici. E' tipico che anche un canto apparentemente lineare presenti improvvisamente uno iubilus di impervia esecuzione. Purtroppo però anche da noi la prassi esecutiva originaria è andata irrimediabilmente perduta, a meno che qualcuno prima o poi inventi la macchina del tempo del Doctor Who. Quello che è certo è che parecchi segni che stanno sulla carta (che già semplificavano la prassi esecutiva di tradizione orale)  sappiamo solo vagamente o addirittura non sappiamo per nulla come vadano eseguiti.

Oltretutto, la follia iconoclasta della fase postconciliare, equivocando faziosamente i dettami della Sacrosanctum Concilium, ha spazzato dalle nostre chiese questo repertorio, sostituendolo principalmente con canzonette in stile pop, fatte di giri armonici da bambini dell'asilo (quelli tipici del rock, fatti di 4-6 accordi tonica-dominante-sottodominante-tonica) e melodie insulse da cantautore. Oggi che finalmente qualcuno si sta scuotendo dal torpore, le difficoltà che l'opera di restauro presenta sono enormi.

Da quei segni su carta, l'idea che mi sono fatto è che il repertorio antico suonasse un po' come suonano oggi i canti religiosi islamici. Il disco che mi è appena ora arrivato, a differenza di molti altri dischi di musica gregoriana (e dei pochi altri dischi di musica ambrosiana che ho incontrato finora) pare seguire quest'idea interpretativa. Il CD costa talmente poco che non posso non invitarvi all'acquisto.

Ecco dunque come immagino che si cantasse l'alleluia della notte di Natale nelle chiese milanesi dei primi secoli della cristianità, quando ancora si viveva senza l'inutile fretta dei nostri ultimi secoli.

 
postato da: davidthegray alle ore 14:10 | Permalink | commenti (5)
categoria:canto ambrosiano